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NewsLetter

Ieri 27/03/2018 si è avviato  il tavolo di lavoro presso UNI, presieduto da:

  • Dr. Roberto Giancarlo Daverio,
  • Dr. Stefano Ciotti,
  • Avv. Andrea Davide Arnaldi,
  • Dr. Franco Fontana,
  • Dr. Fabrizio Fujani,
  • Dr. Riccardo Mazzoni,
  • Dr. Roberto Mosca.

UNI: l'Ente di Normazione Nazionale, relativo allo sviluppo della prassi di riferimento per definire i requisiti di servizio del credit management e i requisiti di conoscenza, abilità e competenza del credit manager e profili correlati. Il tavolo è stato promosso da ACMI Associazione Credit Manager Italia forte della sua decennale presenza sul mercato come Associazione di riferimento nel settore. ACMI rilascia già gli attestati di  qualità e di qualificazione professionale dei servizi prestati dai soci come Associazione ma ha ritenuto di avviare i lavori sulla prassi sopraccitata per diffondere e divulgare con un documento prenormativo le metodiche, i processi e le competenze nel settore del credito. In assenza di norma l’unico documento valido in termini legislativi è, rispetto la legge 4, l’attestato di qualità e qualificazione professionale dei servizi prestati dai propri soci. Esistono svariati schemi di certificazione proprietari sia accreditati sia non, ma in termini legislativi e solo in termini legislativi, non hanno validità. Come detto l’obiettivo è arrivare a una norma ma per fare questo è necessario coinvolgere il mercato e tutti gli stakeholder di riferimento e lo strumento migliore è la prassi di riferimento che ha la caratteristica di essere di libera distribuzione quindi gratuito sul sito UNI.

ACMI, forte della sua rappresentanza sul mercato che risale agli anni 70, basandosi su un suo documento sorgente regolarmente registrato alla SIAE sta già sperimentando delle certificazioni sia per supportare l’attestato di qualità e qualificazione professionale dei servizi sia testare il documento sorgente e affinare la futura prassi di riferimento.

ACMI, sempre nell’ottica di sperimentazione, ha individuato un Ente di certificazione di terza parte, già accreditato ISO 17024 come partner nazionale e internazionale, Intertek Italia dato che ACMI fa parte di FECMA.

Distinti saluti
Il Presidente Acmi

Dr. Roberto Giancarlo Daverio

Dopo il voto del 4 Marzo, il Sistema Italia si appresta a ripartire dai fondamentali solidi sui quali l’economia nazionale ha ripreso a marciare negli ultimi due anni. Euler Hermes, società del gruppo Allianz e leader mondiale dell’assicurazione crediti, attraverso il suo ultimo Report “L’Italia delle Imprese – Outlook 2018” presenta le principali leve macroeconomiche che potranno consentire al Paese di liberare tutto il potenziale economico per proseguire sul sentiero virtuoso della crescita a un ritmo più elevato.
“In un contesto congiunturale europeo positivo, grazie alla ripresa degli scambi e alle condizioni monetarie e finanziarie accomodanti, possiamo prevedere per l’Italia altri due anni di ciclo positivo con una crescita del PIL del +1,4% nel 2018 e +1,2% nel 2019. L’economia sarà sostenuta dai consumi privati che ritorneranno in terreno positivo (+1,0%), dagli investimenti (+4,4%) e dalle esportazioni (+4,4% in termini reali)” – dichiara Ludovic Subran, Chief Economist di Euler Hermes. Nello studio Euler Hermes presenta cinque macro-aree di intervento per accrescere il potenziale del sistema economico nazionale.
#1 Aumentare il potere d’acquisto.
Sebbene i consumi privati siano stati il principale motore della crescita, negli ultimi anni il potere d’acquisto delle famiglie si è rivelato inferiore rispetto a quello delle controparti europee. Si potrebbe procedere con l’adozione di un regime per le imposte sul reddito più graduale rispetto a quello attuale (dal 23% al 43%) per liberare ulteriore potere d’acquisto. Inoltre, il livello dei prezzi dell’energia al consumo, per esempio, rimane ancora superiore a quello della Francia e della Spagna. Lo stesso vale per il settore dei servizi di pubblica utilità, in cui i prezzi non si sono adeguati rispetto ad altri paesi dell’area euro. Riformare ulteriormente entrambi i settori con una maggior liberalizzazione contribuirebbe a diminuire la rigidità dei prezzi e a garantire un maggiore potere d’acquisto alle famiglie.
#2 Sbloccare finanziamenti e investimenti.
Le banche italiane si trovano in una posizione decisamente migliore rispetto a un anno fa. Lo stock totale delle sofferenze (NPL) è diminuito notevolmente (di 104 miliardi di euro, attestandosi a 274 miliardi di euro). Nonostante ciò, la maggioranza delle sofferenze continua a essere di natura aziendale (70%): una soluzione potrebbe essere migliorare le regole sul collaterale per i prestiti alle imprese, intervento che faciliterebbe la valutazione e la vendita degli NPL consentendo agli Istituti di credito di migliorare l’erogazione del credito alle imprese. Sempre sul tema degli investimenti e sulla scia del successo dei PIR nel 2017 (Piani Individuali di Risparmio) sarebbe possibile creare nuovi prodotti di investimento.
#3 “Crescita per tutti”: puntare sulle PMI.
Le PMI potrebbero giocare un ruolo ancora più decisivo per il rilancio del Paese a patto che si adottino provvedimenti concreti di sostegno e misure per rendere la loro vita più semplice. Si potrebbe immaginare di ritoccare ancora verso il basso l’aliquota delle imposte da reddito, rendendola ancora più graduale, così come si potrebbero mitigare maggiormente gli oneri sociali a carico del datore di lavoro, migliorando così la competitività delle PMI sui mercati internazionali. Un tema cruciale sono i tempi di pagamento tra imprese: il tempo medio di incasso (DSO) è di 85 giorni rispetto ad una soglia nazionale di 30 giorni. Si potrebbe ipotizzare un incentivo fiscale o addirittura uno sgravio fiscale per le aziende che riescono a ridurre i ritardi di pagamento a un livello accettabile. Al tempo stesso, anticipare la fatturazione elettronica obbligatoria al gennaio 2019 rappresenterebbe un importante passo in avanti.
“Grazie al miglioramento del clima economico le imprese italiane sono più affidabili nei pagamenti commerciali, nonostante alcune problematiche non siano ancora state risolte come, ad esempio, il rientro dei debiti della Pubblica Amministrazione. Il trend delle abitudini di pagamento a livello
nazionale è in miglioramento da cinque anni a questa parte e il numero delle insolvenze è calato di conseguenza (-12% nel 2017, -10% nel 2018). A livello territoriale risultano più penalizzate le regioni meridionali, mentre le aziende più vocate all’export si avvantaggiano del miglioramento degli scambi internazionali. La riduzione dei crediti in sofferenza e la conseguente riforma delle procedure fallimentari dovrebbero dare nuova linfa alle banche e al sistema produttivo nei prossimi mesi, contribuendo a una gestione più efficiente del capitale circolante delle imprese. Il fermento che si riscontra nelle start-up è un altro elemento virtuoso della nostra economia, in particolare per quanto riguarda l’innovazione tecnologica (ICT) e negli investimenti esteri. I maggiori rischi all’orizzonte sono al momento ravvisabili nella fine dei programmi di allentamento monetario europei, in particolare per i settori più indebitati e interest sensitive quali le utilities e le costruzioni” – commenta Massimo Reale, Direttore Commerciale Euler Hermes Italia.
#4 Valorizzare il Brand Italia.
Il coraggio delle riforme e le iniziative mirate a rendere il “Sistema Italia” più attraente stanno portando alcuni frutti, ma il Paese necessita di una strategia e di un piano per migliorare la propria immagine per quanto riguarda burocrazia, procedimenti giudiziari e settori protetti. Il tutto con l’obiettivo di migliorare l’attrattività del “Sistema Italia”. Inoltre, sul fronte Export c’è la necessità di trasformare l’attuale piattaforma in una vera e propria priorità nazionale. I risultati anche nel 2018 saranno ancora una volta da traino per l’intera economia del Paese, con le esportazioni del settore macchinari e attrezzature che aumenteranno di altri 6,9 miliardi di euro rispetto al 2017, seguite da quelle del settore chimico (+4,6 miliardi di euro) e tessile (+3,4 miliardi di euro).
#5 Costruire l’#ItalianTech.
L’Italia si classifica al ventinovesimo posto (tra 115 paesi) nell’Indice di Digitalizzazione Euler Hermes (EDI). Le performance della logistica e il contesto economico stanno migliorando, ma la qualità della connettività lascia ancora a desiderare. Tuttavia, innovazione (inclusa ricerca e sviluppo, qualità della ricerca scientifica) e competenze dei lavoratori (inclusa educazione secondaria e terziaria e formazione) sono asset importanti.
“Il Piano Industria 4.0 ha fornito lo stimolo necessario anche sul fronte degli investimenti tecnologici ma “l’innovazione all’italiana” è un marchio che deve essere rafforzato, grazie a maggiori crediti d’imposta per Ricerca e Sviluppo, incentivi fiscali per le start- up e le PMI innovative, i poli di innovazione digitale e di competitività, insieme a una robusta infrastruttura digitale a livello nazionale” - conclude Subran.
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“Per scaricare il report completo, clicca qui [link a http://www.eulerhermes.it/studi-economici/economic-publications/Pages/report-mancati-pagamenti.aspx]
Euler

SPORTELLO CONSUMATORI ACMI

ACMI Associazione Credit Manager Italia e Konsumer Italia - Associazione per la difesa dei consumatori e dell’ambiente hanno stipulato una convenzione a tutela dei diritti dei consumatori e degli utenti.

Konsumer Italia ha come scopo la tutela dei diritti dei consumatori e degli utenti, nonché della salute e dell’ambiente nel senso più ampio del termine, opera in conformità a tutte le normative dell’Unione Europea e si ispira, in particolare, ai contenuti del Codice del Consumo ed a tutte le normative regionali, nazionali ed internazionali, relative alla tutela dei cittadini, della salute e dell’ambiente.

 “Vista la Legge 14 gennaio 2013,  n.4 “Disposizioni in materia di professioni non organizzate.” Pubblicata in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n.22 del 26-01-2013, che all’art. 2, comma 4 prevede che “le associazioni  promuovono  forme  di   garanzia   a   tutela dell'utente, tra cui l'attivazione di uno  sportello  di  riferimento per il cittadino consumatore, presso il  quale  i  committenti  delle prestazioni professionali possano rivolgersi in caso  di  contenzioso con i singoli professionisti, ai sensi dell'art.  27-ter del  codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n.  206, nonchè ottenere informazioni relative all'attivita' professionale in generale e agli standard qualitativi da esse richiesti agli iscritti”

E’ stato costituito lo sportello ACMI CONSUMATORI.

Lo sportello è contattabile tramite mail, attraverso l’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Cordiali saluti il Presidente

Roberto Giancarlo Daverio

Pronto per la prima edizione del FidoForum?

Noi sì! Sarà una giornata ricca di interventi formativi e insieme al prof. Grossi proveremo a capire quali sono i segnali da non sottovalutare nell’affidare i nostri clienti, oltre alle testimonianze e case histories di colleghi di ogni settore merceologico.

Ti aspettiamo il 21 febbraio presso la sede GI GROUP in Piazza IV Novembre,5 - 20124 Milano –

Ricorda che i posti sono limitati, cosa aspetti a iscriverti?

L’evento è riservato solo ai SOCI ACMI in regola con la quota associativa 2018.

Se non sei socio la quota di partecipazione è di € 200 compresa iscrizione ACMI 2018, per iscriverti clicca qui

 

AGENDA FIDOFORUM

CashMe è l’innovativa piattaforma di factoring online 2.0 che consente alle aziende di ottenere liquidità cedendo le fatture emesse nei confronti dei propri clienti con un click;

CashMe vuole aiutare le imprese italiane a finanziare il capitale circolante con un processo autorizzativo semplice, veloce e flessibile. Grazie alla piattaforma le imprese possono monetizzare i crediti commerciali pendenti e non scaduti originati da fatture emesse, che vengono poi acquistate tramite un'asta competitiva da investitori istituzionali.
Gli imprenditori in questo ricevono liquidità immediata ad un interesse di mercato senza sostenere costi fissi o commissioni nascoste e trasferendo completamente il rischio di insolvenza.
La capacità di innovazione di questo modello consiste nello spostamento del profilo di rischio oggetto di valutazione: infatti per gli investitori rileva in particolar modo il rating del debitore della fattura, e non quello dell’azienda che la cede, consentendo in questo modo anche ad imprese non affidabili dal sistema bancario di liberare cassa per la crescita.

Ma quali sono le differenze tra il factoring tradizionale ed il nuovo modello di invoice trading?
Con l’invoice trading, le aziende vendono alcune delle proprie fatture e gli investitori le acquistano pagando subito un acconto, sempre pari al 90% del valore nominale del credito; quando la fattura viene saldata dal debitore, l’investitore ne incassa il controvalore totale e contestualmente versa il saldo all’azienda cedente, tipicamente compreso tra il 7% e il 9% del valore della fattura.
Nel factoring invece, un’azienda generalmente cede interi pacchetti di crediti commerciali, presenti e futuri, ad un operatore specializzato, il factor, che li acquista direttamente e che ne assume anche l’incarico di gestione amministrativa.
Mentre quindi con l’invoice trading le aziende possono decidere in base alle esigenze quotidiane quali tra le proprie fatture cedere e quali no, con il contratto di factoring esiste un impegno predeterminato. A livello di costi, il factor applica generalmente commissioni fisse e variabili legate alla gestione amministrativa svolta, oltre al tasso d’interesse finanziario. Con l’invoice trading invece il costo è estremamente chiaro e trasparente.
Infine, con l’invoice trading offerto da CashMe, la cessione del credito avviene sempre pro-soluto, ed ogni rischio di insolvenza del debitore è trasferito in capo all’investitore, liberando l’azienda.

Grazie ad un accordo con ACMI, riserviamo l’attivazione gratuita per le aziende dei Credit Manager Associati che vorranno attivare un account sulla nostra piattaforma.

Se CASHME è adatta alle esigenze delle vostre imprese siamo disponibili a valutare, senza costi, i clienti per i quali volete anticipare le fatture.  Inoltre possiamo valutare anche soluzioni di reverse factoring.

Vi forniremo un feedback entro 2 giorni.

Per maggiori informazioni siamo disponibili al numero: 030 8085393